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Oggi più di sempre la vita che la maggior parte di noi è tenuto a condurre, lascia poco tempo libero.
Poco tempo per distrarci, per occuparci di cose apparentemente futili eppure così importanti per la nostra salute fisica e mentale. Poco tempo per sognare, poco tempo per emozionarci.
Abbiamo quindi poco tempo da dedicare ad attività al di fuori della sfera dei doveri: lavoro e famiglia, per quanto a volte interessanti e piacevoli, fagocitano la nostra vita e ci impediscono di dedicarci a noi stessi.
Alcuni di noi hanno trovato nel tiro con l’arco una valvola di sfogo di enorme importanza. Questa pratica, specialmente nella sua forma del “tiro di campagna” offre immense opportunità. Un ritorno al passato: sia alle radici della natura umana, sia all’infanzia, dove gioco e impegno si fondono in un tutt’uno capace di distoglierci dalla realtà. Un distogliersi quanto mai salutare, una riscoperta di noi stessi, della nostra importanza come persona, dei nostri limiti, della nostra goffaggine, ma anche delle nostre capacità a volte insospettate.
Un viaggio introspettivo e un viaggio nell’ambiente che ci circonda, immersi nella natura che è il naturale contenitore di questa splendida attività.
Uno spazio specificatamente dedicato al tiro con l’arco ha lo scopo di perpetuare questa emozione anche nei momenti (molti) in cui non si può praticare l’attività nel bosco.
Certo un argomento ricco di spunti, in quanto il settore ne offre veramente tanti se si vogliono toccare le infinite sfaccettature del mondo del tiro con l’arco, ma soprattutto ricco di quella parte che ognuno di noi cerca e vuole vivere da protagonista: l’emozione.
“Una freccia vola nel bosco” è lo slogan scelto per Archery.it perché la sensazione di libertà che dà una freccia che sibila fra prato e foglie, fra rami e cielo, racchiude l’emozione del momento più bello e drammatico del tiro con l’arco.
Quella freccia ha occhi e orecchie: siamo noi che vediamo il paesaggio sfrecciare ai nostri lati e siamo noi, con questo prolungamento ideale, che voliamo, che ci proiettiamo verso il bersaglio.
L’emozione dovrà trapelare da ogni messaggio, per catturare il visitatore e fargli desiderare sempre di più il momento in cui potrà stringere in mano il suo arco.